Corpi di passaggio: cos’è successo a Innes Astarelli?

La sensazione è quella di assistere a un processo. Ma non uno qualsiasi. È un processo amplificato, zoomato, con tagli nei sipari come piccole ferite dalle quali fuoriescono intenzioni abbozzate. Andrea Cedrola non emette sentenze definitive e Corpi di passaggio. Gerardo Conforti e il caso Astarelli, uscito per Fandango Libri, è il racconto che un nonno fa alla nipote un po’ per convincerla a portarlo con sé a Roma, un po’ perché è un modo per avvicinarsi l’uno all’altro, come condividere una birra sul balcone o una sigaretta scroccata pur sapendo che a lei, a Katjia, dà fastidio. 

Gerardo Conforti non è un testimone del tutto attendibile. Serba rancore nei confronti di quell’uomo malvagio e potente che crede responsabile della morte di Innes Astarelli. 

Corpi di passaggio di Andrea Cedrola

Della scomparsa di Innes si sanno pochi fatti essenziali. Sappiamo che è uscita di casa un pomeriggio, intorno alle 18, minuto in più minuto in meno, un dettaglio fondamentale per confermare o smentire una delle testimonianze, ma nessuna certezza, se non una controprova a favore del minuto in più. Sappiamo che esce di casa e che non torna più. Nessuno si preoccupa, non è raro che Innes lasci la casa. È strano, però, che non torni per cena, che abbandoni sul comodino, accanto al letto, certi oggetti di cui non si separa mai. Allora si spaventano. Il padre, la madre, la sorella, lo zio, il fidanzato. Tutti. Denunciano la scomparsa e restano in attesa, temendo il peggio. 

Il peggio accade il giorno dopo quando viene ritrovato il corpo senza vita della giovane Innes Astarelli restituito dal mare sulla spiaggia di Torvaianica, a pochi passi dalla riserva di caccia della Capocotta

Iniziano le ipotesi. 

Aveva le mestruazioni, quindi ha avuto un malore ed è precipitata in mare. C’era andata al mare per via di alcuni problemi ai piedi, un’irritazione senza tracce nell’autopsia, ma non importa. Poco dopo il ritrovamento del cadavere, le indagini vengono chiuse in fretta a causa delle pressioni che arrivano dall’alto, e il caso viene considerato risolto. Una disgrazia. Come tante nel mondo, perché l’ipotesi di suicidio crolla su se stessa appena formulata. Innes non aveva motivo per uccidersi. 

Andrea Cedrola

Se non è disgrazia e nemmeno suicidio, allora c’è un colpevole. Forse è un certo uomo potente, malvagio, pericoloso. Uno che non perdona. E Gerardo Conforti conosce il suo nome. Augusto Trovatore.

L’ipotesi è plausibile. Augusto Trovatore è uno di quegli uomini sicuri di sé, che non hanno bisogno di apparire per trovare convalide al loro potere. Agisce nell’ombra. E frequenta la riserva di caccia della Capocotta, nelle vicinanze della quale Innes è stata ritrovata. Gerardo ne è a conoscenza non perché sia un frequentatore della riserva, ma perché, dalla posizione di autista per conto di un certo principe, lo ha riconosciuto dal modo in cui baciava, un giorno, una certa ragazza che somigliava a Innes Astarelli. Anzi, Gerardo Conforti potrebbe giurarlo. Era Augusto Trovatore l’uomo che piegava il braccio di Innes in quel modo singolare e inconfondibile che aveva di baciare le donne.  

A leggere Corpi di passaggio ci si sente intrappolati nelle testimonianze, nei pensieri, nelle supposizioni dei personaggi che si muovono come al cospetto di un giudice supremo. Confessano, rettificano, si contraddicono, smentiscono e si pentono in questa caccia al colpevole che diventa una specie di inchiesta aperta. 

Si ha la sensazione di trovarsi davanti a un invito. Caro lettore, ora che sei stato informato, sentenzia tu: cos’è successo a Innes Astarelli?