Introduzione a Eraclito: da un altro punto di vista

Pubblicato da La scuola di Pitagora, l’ultimo libro di Matteo Sozzi, Introduzione a Eraclito, a differenza degli altri, è un testo che si rivolge a un pubblico più vasto, ai curiosi, ma anche a chi alla filosofia guarda con certo interesse

Si scopre un Eraclito da un punto di vista personale, quello del filosofo Matteo Sozzi, e il volume diventa un insieme di riflessioni, di spunti per approfondire temi che esulano dal titolo che troneggia in cima ai capitoli. 

Ci si sorprende a ricordasi che la realtà è un ritaglio, è filtro, è prospettiva. Ci si ricorda anche quanto, in verità, la filosofia influisca sulla vita di tutti i giorni; quanto abbia modulato la linea della cultura, del modo in cui guardiamo il mondo. 

Introduzione a Eraclito

Si pensi a Platone, alla sua posizione in merito a ciò che è bello e ciò che è brutto e al fatto che per secoli abbiamo pensato che quanto restituito dalla vista, rientra tra le bellezze, così come il suono. Resta fuori il tatto, per esempio. Nessun elogio alla bellezza del tatto che rimane sempre a un livello di esperienza, ma non di arte. 

Allo stesso modo abbiamo ereditato le visioni di Eraclito, i suoi pensieri, le sue definizioni, fino a farle diventare nostre.

Matteo Sozzi

Con Eraclito siamo introno al 500 a.C., prima di Platone, di Socrate e di qualsiasi filosofo barbuto, taciturno e un po’ fuori da ogni schema, così come ce li racconta la storia. È «oscuro» Eraclito, persino per i suoi contemporanei e per chi è riuscito a leggere i suoi scritti in maniera integrale. Lo è ancor di più per noi. Anzi, per noi diventa un enigma, una specie di oracolo frammentario, da scoprire, da indagare, da approfondire e Matteo Sozzi lo fa in modo coinvolgente grazie al filtro personale che applica nel raccontare gli elementi essenziali del pensiero di Eraclito

La prima cosa che restituisce al proprietario questo breve viaggio introduttivo nel pensiero di Eraclito è il fatto che sia stato lui ad aprire una «via nuova per conoscere il mondo e la chiamò logos, cioè discorso, parola». Un discorso che nasce dall’uomo e che si rivolge all’uomo. Sozzi si addentra nell’argomento intrecciando filosofia e filologia, donando così una visione di insieme arricchita. Anche Omero aveva usato il termine «logos», e lo troviamo pure in Esiodo. Ed è una parola che, all’inizio, non ispira molta fiducia. Eppure, la storia la riveste di denotazioni altisonanti: ragione, legge, intelligenza. 

Qualcosa è cambiato, ed è qualcosa che diventa intrigante scoprire in mezzo alle pagine dell’Introduzione a Eraclito

Infatti, spiega che per Eraclito, anche l’anima possiede un «logos», ed è uno che accresce se stesso rendendo l’anima un processo perché non «si smette mai di essere ciò che si è». 

Ma quello che si è, dice Eraclito, e Sozzi lo sottolinea, è definito e lo si può riconoscere in relazione con l’alterità. Il dettaglio lascia lo spazio a innumerevoli riflessioni di un’attualità incredibile. Ci si sorprendere a riflettere sul fatto che identità e alterità sono le due facce di una stessa medaglia. Eppure, c’è un cono buio che oscura questa conoscenza portando spesso l’umanità a reclamare l’annullamento dell’alterità in nome della propria identità, scordandosi che essa esiste solo nella relazione, come riflesso di un’opposto. 

Altro elemento (soltanto uno tra tanti) che desta curiosità nel leggere l’Introduzione a Eraclito di Matteo Sozzi è un dettaglio, un pensiero legato all’ethos e alla visone di Eraclito rispetto alla morale e all’uomo. Una definizione che coglie nel segno, che spiega la quintessenza dell’uomo in modo lucido. Dice Sozzi: «Eraclito non è un pensatore morale, non propone un codice di comportamento o un sistema di valori per essere buoni o vivere felici. Per lui l’uomo non è morale. Rimane guerra, lotta, scontro: è il conflitto radicale e lacerante tra limite e desiderio. Ma è pur sempre un conflitto creativo». 

Dal punto di vista stilistico, Introduzione a Eraclito si rivela una lettura piacevole e aperta a cogliere tra le pagine tutti i lettori curiosi di comprendere meglio il pensiero del primo filosofo della storia.